Addio a Gaultiero Marchesi, lo Chef dalla mente preziosa

«In ogni arte la grande raffinatezza consiste nella sintesi e nella semplicità». La filosofia di Gualtiero Marchesi fonte di ispirazione di noi creativi

 

La scomparsa di Gualtiero Marchesi, uno dei più grandi ed innovativi chef italiani, farà ancora parlare per giorni e noi non potevamo non dedicare qualche riga al cuoco – questo era il titolo che preferiva – che ha portato l’oro in uno dei suoi piatti rendendolo semplicemente leggendario, ovviamente parlo della sua ricetta cult “Riso, Oro e Zafferano“.

Questo risotto prezioso è nato agli inizi degli anni ’80 da una banalissima coincidenza resa importante dallo straordinario intuito di Marchesi, talento che lo ha sempre contraddistinto tra i fornelli.
Come racconta nel suo primo volume “Opere, works”, il risotto Oro e Zafferano è nato per merito di un servizio fotografico che avesse come protagonista il colore giallo. Il fotografo, nell’esporre la sua idea, aveva appoggiato distrattamente una mazzetta di fogli d’oro sul tavolo, senza minimamente immaginare che da quel gesto sarebbe nata un’icona della cucina italiana.
In un primo momento il piatto utilizzato era bianco, rendendo l’effetto un po’ deludente, la perfezione è stata raggiunta poi quando il piatto è stato sostituito da uno nero con il bordo dorato.
Gualtiero può essere definito uno dei padri fondatori dell’arte culinaria italiana, perché, pur privilegiando le materie prime e garantendo il loro massimo rispetto nell’esecuzione di ogni piatto, le sue sono creazioni artistiche che deliziano il palato e conquistano la vista.

Non a caso, Gualtiero per anticipare il suo pensiero sceglieva le parole di Henri de Toulouse-Lautrec: «In ogni arte, e ciò vale anche per la cucina, la grande raffinatezza consiste nella sintesi e nella semplicità». I
l richiamo alla gioielleria, all’arte dell’oreficeria è immediato. Come una nuova ricetta, così anche un gioiello nasce da un’intuizione, dalla creatività e della curiosità di sperimentare nuove forme, nuovi colori, rispettando e valorizzando i materiali preziosi a disposizione.
Basta pensare che un tempo era inconcepibile accostare un gioiello d’oro giallo con un gioiello d’argento, oggi, invece, è uno degli abbinamenti più apprezzati e di tendenza, eppure è frutto di un’idea audace, coraggiosa, che è uscita fuori dagli schemi.

Un altro esempio che mi viene in mente è l’anello chevalier, in passato pensato solo come un gioiello da uomo, simbolo di potere o espressione delle proprie origini nobiliari, oggi è certamente uno dei must have delle donne più audaci e di tendenza. Il fatto che l’anello al mignolo sia entrato a pieno diritto tra i gioielli da donna più ricercati è un’altra prova di quanto una mente rivoluzionaria, un’intuizione, un esperimento che ha avuto fortuna possa dare vita ad un’icona e cambiare il nostro modo di vedere le cose, contribuendo a nuove evoluzioni.

Insomma, le menti creative, rivoluzionarie, hanno cambiato e cambieranno il mondo, per cui come non omaggiare una mente come quella di Gualtiero Marchesi in occasione della sua scomparsa e ringraziarlo per la preziosa eredità che ha lasciato al mondo ed in particolare, a noi italiani.

 

C.G.

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